Stemma - Comune di Meldola (FC)

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Lo Stemma

 

Stemma di Meldola

 

Lo stemma della Città di Meldola è giunto alla sua forma attuale dopo una lunga serie di sovrapposizioni e nel suo insieme dovrebbe rappresentare la liberazione del castello avvenuta per opera dei Fiorentini e dei Ginanni:

"la prima notizia scritta sulla - Insegna o Arme - della terra di Meldola si ricava dall'"informatione dello stato di Meldola" scritta da Ottavio Fanfonio nel 1647 per la casa Panphili. In esso è dichiarato che Meldola porta per insegna un castello con un leone sopra in campo giallo. D'altra parte la prima notizia figurativa si ha dall'incisione della prima pagina degli "Statuti della terra di Meldola", incisione riportata anche a pag. 156 con la variante del leone voltato a destra anzichè a sinistra di chi guarda. E' anche riprodotta nel frontespizio di un raro opuscoletto sui "Capitoli del sacro monte della Pietà di Meldola" pubblicato nel 1661.
Il conte Marcantonio Ginanni, di nobile famglia ravennate, vissuto dal 1690 al 1770, autore dell'opera "Blasone", parlando della figura e dei colori dell'"Arme" meldolese e del significato dell'"Arme" stessa dice che: "Dapprima fu di bianco, ossia d'argento, con una torre fiancheggiata di muri merlati di rosso, aperta di bianco, sormontata da un leone rampante d'oro, tenente nella branca destra un giglio rosso. Tutte le figure di quest'"Arme" con tali colori rappresentate, sono illustri contrassegni della liberazione memorabile di Meldola........". Quindi egli arguisce: "La torre fiancheggiata di muri merlati rappresenta la porta di Meldola verso Forlì appunto fatta a guisa di torre (la porta Contarini) e fiancheggiata da muri di quella terra. Il colore rosso dimostra al vivo quel sangue che fu sparso nel sostenere il lungo assedio e la porta aperta è un contrassegno della liberazione di Meldola, il leone rampante, in oro, era il cimiere che Pieto Ginanni portava sull'elmo e che fu posto nell'"Arme" di Meldola sopra la torre in campo d'argento per dimostrare che egli difese e liberòlla dall'assedio. Il giglio rosso, poi anzichè la stella come nello stemma dei Ginanni, rappresenta l'aiuto dei Fiorentini guelfi per distinguerlo dal giglio bianco dei Fiorentini tutti".

da Angelo Santi: "Paolo Mastri e la sua storia di Meldola unificata ed aggiornata" - Gastaldi Editore - Milano 1961

"Lo scudo è d'azzurro, alla torre aperta di rosso, sormonta un leone rampante d'oro, tenente nella zampa destra un giglio rosso. Lo scudo è sormontato da corona marchionale. Quando fu adottato questo stemma, il campo dello scudo era d'argento e la torre fiancheggiata di mura merlate, e si volle con tali simboli alludere alla liberazione della terra. Difatti la torre fiancheggiata dai muri merlati rappresenta la porta di Meldola dalla parte di Forlì; il colore rosso dimostra il sangue sparso nel sostenere il lungo assedio posto da Francesco Ordelaffi, e la porta aperta la liberazione ottenuta. Il leone d'oro era il cimiero che Francesco Ginanni portava sull'elmo e il giglio rosso significa che la torre fu da lui liberata coll'aiuto dei Fiorentini Guelfi".

(da G.B. Crollalanza n. 9 anno I del Giornale Araldico)

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