Ariella Farneti e Nives Makuz, due meldolesi madri della Repubblica. - Comune di Meldola (FC)

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Ariella Farneti e Nives Makuz, due meldolesi madri della Repubblica.

 

Alle elezioni amministrative del 1946, le due nostre concittadine furono le prime donne meldolesi ad essere elette nel Consiglio Comunale della città.


Nel 1946, con grande ritardo rispetto ad altri paesi europei, le donne italiane si recarono ai seggi per votare, dopo decenni di lotte per il riconoscimento dei diritti e della dignità. Nella lotta contro il fascismo, rinascono le battaglie per il diritto delle donne al voto e alla partecipazione attiva alla vita pubblica: la conquista del voto segna finalmente la possibilità per tutte le italiane - fino a quel momento prive di diritti di cittadinanza e di qualsiasi capacità giuridica – non solo di essere elettrici ma anche di entrare nelle istituzioni locali per occuparsi della res publica.
Il 10 marzo 1946, in occasione delle prime libere elezioni amministrative dalla caduta del Fascismo le donne votarono in 436 Comuni.
Il 2 giugno dello stesso anno, le donne votarono al Referendum che portò gli Italiani a scegliere la Repubblica invece della Monarchia e ad eleggere l’Assemblea Costituente.
Sono circa 2000 le elette nella primavera del 1946 nei Consigli comunali in tutta Italia, 230 delle quali nei Comuni della regione Emilia-Romagna.
A Meldola furono elette alla carica di consigliere due nostre concittadine, Ariella Farneti e Nives Makuz. 


Ariella Farneti nata a Meldola (FC) il 26 giugno 1921, da genitori entrambi commercianti, ha in casa l’esempio di una madre lavoratrice e indipendente. Il padre, socialista e antifascista, l’aveva chiamata Ribella, ma nel 1933 è costretta dal direttore della scuola serale di Fermo a cambiarlo, per ragioni politiche, con “Ariella”. Insegnante elementare, si iscrive al Partito comunista nel 1944. Staffetta partigiana, dopo la Liberazione, il partito le affida il compito di organizzare le donne: dirige il circolo dell’Unione Donne Italiane e per un breve periodo anche l’Associazione Ragazze Italiane, per passare poi a ruoli di primo piano nella Camera del Lavoro. Nel 1946 è eletta Consigliera comunale nelle prime elezioni amministrative a Meldola, diventando nel 1950 Sindaca per un anno, poi di nuovo dal 1956 al 1964. Fin dall’inizio della sua attività di amministratrice, si impegna contro le discriminazioni e per la parità dei diritti, a favore dell’istituzione dei servizi sociali per aiutare le famiglie e in particolare le lavoratrici madri. Nel 1951 è eletta Consigliera provinciale, ricopre poi il ruolo di Assessora all’istruzione. Il 28 aprile 1963 viene eletta al Senato della Repubblica dove rimarrà fino al 1972. Il ritorno a Meldola coincide con il proseguo del suo impegno politico in Consiglio comunale e come Assessora. Ripercorrendo i documenti del ventennio che va dal 1975 al 1995 si trovano evidenze del suo intenso lavoro nel territorio e per il territorio. Muore il 27 ottobre 2006.

Nives Makuz, nata il 18 gennaio 1917 a Lussingrande (Veli Losinj), villaggio dell’isola - oggi croata - di Lussino, da Carlo, funzionario statale, e Anna lvancich. Dall’età di sette anni, a seguito del trasferimento del padre per motivi di servizio, è vissuta a Rocca San Casciano (FC). Conseguito il diploma di maestra elementare, si dedica per lunghi anni all’insegnamento con una pratica didattica costantemente orientata - per quanto consentito dalle faticose pluriclassi dell’epoca - allo sviluppo della personalità del bambino, attraverso l’acquisizione di valori di riferimento saldi e ben definiti. Sposa in prime nozze il maestro Valdo Rosetti, entrando così a far parte di una famiglia meldolese di antica e sicura fede socialista, da cui ha un figlio, Dario. Nell’anno 1946 è eletta in Consiglio comunale a Meldola come rappresentante del Psi. Rimasta vedova si sposa in seconde nozze col meldolese Nicola Betti, attendendo ai lavori della casa e coadiuvandolo nella gestione di locali cinematografici. Muore a Meldola (FC) il 14 agosto 2013. 

Informazioni tratte dalla pubblicazione “Madri della Res publica”, curata dalla Regione Emilia-Romagna nel 2016, consultabile e scaricabile a questo indirizzo: 

https://parita.regione.emilia-romagna.it/pubblicazioni/catalogo-madri-della-res-publica.pdf/@@download/file/Catalogo%20Madri%20della%20Res%20publica.pdf


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